I valori che orientano le nostre azioni e i principi che promuoviamo in ogni cosa che facciamo sono semplici:

Armonia:
 Crescere in armonia significa affrontare la vita nella libera espressione del proprio essere.

Non avere paura di non essere conformi, di non piacere, di non essere all’altezza, di essere sottoposti a continuo e severo giudizio degli altri.

E’ il contrasto tra ciò che mostriamo di essere e il nostro vero sé che rivendica la sua libertà, che  genera malessere.  E ancora peggio a volte trasmettiamo queste stesse paure ai nostri figli.

Quando però riusciamo a prendere consapevolezza del fatto che TUTTI abbiamo le nostre difficoltà, le nostre incertezze e paure, cominciamo ad aprirci e vivere in maniera un po’ più serena.

All’Aikya cerchiamo di insegnare ad apprezzare la differenze e riconoscere la bellezza che ogni singolo individuo porta con sé.

Legame:
 Siamo esseri individuali ma viviamo al contempo all’interno di una società, il legame che ci lega è quasi imprescindibile dalla nostra crescita.

Muoversi in unione significa vedere il prossimo non come un nemico, ma piuttosto come qualcuno che ha le potenzialità per darci una mano nel nostro cammino: a volte mediante un consiglio, un sorriso, un gioco,  altre (e questo è l’aspetto difficile) attraverso uno scontro.

Il problema è che a volte osserviamo la cosa da un punto di vista troppo ridotto… Ed è invece proprio nella risoluzione del conflitto, cosi come nell’aiuto del prossimo, che cresciamo e costruiamo legami forti.

La nostra idea di crescita è sì individuale ma all’interno di un gruppo.


E’ nel gruppo che facendo nostro per un attimo il punto di vista dell’altro riusciamo ad ampliare la nostra visione e ci apriamo al sentimento del rispetto.

Educare a pensare con il cuore: pensate che un bambino cresca più forte e sicuro se trattato con durezza?

Vorremmo noi adulti vivere con durezza? La risposta è semplice, vero? Conosciamo una sola cosa che dona contemporaneamente una grande fiducia, una grandissima forza e sicurezza… l’amore.

Pensare con il cuore significa focalizzarsi sulle cose belle, non pensare alla quantità ma alla qualità del tempo che trascorriamo con i bambini, e sulle emozioni positive che possono nascere quando c’è vero scambio.

Educare a pensare con il cuore è facile, basta solo allenarlo un po’. Come? Pensiamo ci siano davvero migliaia di modi e ognuno di noi è libero di trovare il proprio.

Qualche piccolo esempio?

Cerchiamo di prendere coscienza dei nostri pensieri negativi e tentare di sostituirili  concentrando l’attenzione verso il pensiero di qualcosa di bello.

Eliminare i sensi di colpa.

Lavoriamo tutto il giorno e a volte torniamo a casa trovando il nostro piccolo che già dorme, altre invece ci chiede di poter giocare e invece noi siamo così stanchi da desiderare solo di svenire sul divano; oppure troviamo il/la nostra partner che magari è rimasta occupata tutto il giorno a prendersi cura dei figli ed ha voglia di parlare mentre noi siamo alla disperata ricerca di silenzio… tutto ciò è normale.

I sensi di colpa non fanno altro che peggiorare la situazione, tutto può andar bene se c’è comprensione e soprattutto se si trovano dei punti di incontro.

All’Aikya educhiamo i bambini attraverso il gioco e cerchiamo di trasmettere ai genitori questo semplice principio: il gioco è il maestro più importante che un bimbo possa avere. Nel gioco si scopre la natura dello scambio e della crescita reciproca. Si crea un terreno per prestare attenzione alla cose belle.

Libertà dalle aspettative: È da quando siamo bambini che ci sentiamo dire questo è normale quello no.

Per un adulto è normale essere bravo in storia e non essere portato per la matematica, ma per un bambino la stessa cosa spesso crea solo delle profezie che si autoavverano.

Gli adulti pensano che il proprio figlio sia fatto in una certa maniera, si sforzano per trovare conferma alle loro ipotesi, e cosi in maniera più o meno consapevole limitiamo lo spettro delle sue possibilità.

Sono ormai anni che si presentano da noi mamme in palestra dicendoci che ai propri figli è stato consigliato di fare allenamento perché mancano di coordinazione… li fai stare con un piede alzato e cadono da ogni parte, poi gli dici che sono in mezzo al mare e devono tenere un solo piede su uno scoglio piccolissimo e ti rendi conto che potrebbero stare in questa posizione per diversi minuti…

Porsi degli obiettivi è giusto ma non è detto che crearsi delle aspettative sia sempre altrettanto corretto.

Nel rapporto genitori-figli, ad esempio, uno dei problemi più frequenti è la difficoltà ad accettare il fatto che i bimbi non riflettano l’ideale che ci si era fatti. Quante volte abbiamo detto vorrei che mio/a figlio fosse… diventasse… facesse… E se invece rispettassimo un po’ di più l’essere umano unico che lui rappresenta?

Dare un’educazione è importantissimo, ancor di più è individuare e costruire gli strumenti per una crescita sana fondata sull’unicità di quell’essere.

Abituiamoci alle sfumature, che bellezza avrebbe un arcobaleno di soli due colori?

In Aikya insegniamo che l’arcobaleno è bello proprio perché ha tutti i colori e se ognuno volesse togliere il colore che gli piace meno otterrebbe un bellissimo arcobaleno trasparente… abituarsi alla diversità significa rispetto, ovvero vuol dire non giudicare, e il non sentire di essere osservati sviluppa fiducia, serenità, sicurezza in noi e nei nostri bambini.